Terapia di coppia online: domande frequenti

Articolo a cura del dr. Marco Giacobbi

La coppia è qualcosa di complesso e ha bisogno di manutenzione periodica.

La terapia di coppia è un’importante manutenzione straordinaria per cui in questo articolo provo a spiegare cosa aspettarsi dalla terapia di coppia con un focus finale sulla terapia a distanza, cioè online.

Ho scelto di impostare l’articolo rispondendo ad una serie di FAQ (Frequently Asked Questions) ovvero alle domande più frequenti che mi vengono poste dalle coppie che desiderano iniziare una terapia, prima di prenotare una prima sessione.

Quanto dura la terapia di coppia?

La terapia di coppia dovrebbe seguire un modello o un orientamento.

Io, nella mia “valigetta degli attrezzi”, ne ho tre: quello di Gottman, quello cognitivo-comportamentale e quello strategico.

Questa risposta è di conseguenza influenzata dalla tipologia di orientamento che uso.

Di solito si procede ad un primo appuntamento in coppia e poi un appuntamento individuale con ognuno dei due partners.

La prima sessione è quindi costituita da tre incontri: il primo con la coppia, il secondo con un partner e il terzo con l’altro partner.

La lunghezza globale del percorso terapeutico dipende invece dalle problematiche della coppia.

Un percorso medio, con questi approcci, si aggira circa sulle dieci sedute.

Tuttavia, è bene sapere che la durata ha una grande variabilità. Ci sono coppie che, per esempio, dopo qualche incontro trovano l’equilibrio cercato e, come si dice nelle fiabe, “vissero felici e contenti”. Altre coppie invece impiegano più tempo.

Personalmente ho una durata massima per il percorso ed è improbabile che vada oltre i 20 incontri. 

Quanto costa la terapia di coppia?

Anche riguardo a questo aspetto la variabilità è grande.

Di solito un incontro di coppia costa di più di un incontro singolo e il prezzo dipende da molti fattori.

Ora siamo nel 2022 e quello che vedo io sono onorari che qui in Italia, partono dai 100 euro e arrivano ai 200 euro per seduta.

Il costo è variabile e sicuramente c’è chi costa meno e chi costa di più, come in tutte le professioni.

Cosa faccio se il mio o la mia partner non vuole venire in seduta?

Quando il tuo o la tua partner non vuole partecipare alla seduta è un problema e non si può fare terapia di coppia. Questo perché la coppia appunto è fatta da due persone.

La notizia confortante è che la coppia si configura come un sistema e, per cambiare un sistema complesso, si può agire anche su una sola parte di esso.

Quindi, come per diversi problemi psicologici, si può lavorare su una componente del sistema per promuovere un cambiamento e lavorando, in definitiva, anche con una sola persona della relazione.

Dovrò svelare dei segreti durante la terapia?

La risposta è che “dipende da te”. Nelle coppie che funzionano ci sono solitamente pochi segreti e il percorso di coppia dovrebbe portare ad una condizione per la quale le persone si sentono accolte e non giudicate dal partner.

Per questo spesso accade che i segreti vengano poi sciolti volontariamente.

Comunque, non preoccuparti perché durante il percorso nessuno verrà costretto o forzato a fare ciò che non vuole.

Il segreto più difficile da gestire che vedo più frequentemente è quello del tradimento.

Questo richiede particolari attenzioni per il potenziale distruttivo che ha nella coppia.

Tuttavia, anche di fronte a problematiche così gravi e difficili, le coppie in terapia riescono frequentemente a tirar fuori l’inenarrabile e migliorare la relazione.

Sono omosessuale posso venire con il mio o la mia compagna?

La risposta è: sì. Ho lavorato e lavoro con molte coppie omosessuali.

È possibile fare un check up prima di iniziare la terapia?

La risposta è: sì. Esistono degli strumenti, come ad esempio test, che permettono un assessment (valutazione) della coppia.

In particolare, il metodo Gottman ha un test validato molto efficace nel segnalare le aree problematiche della relazione

Il terapeuta fa un po’ da giudice e ci aiuta a chiarire chi sbaglia nella coppia?

A questa domanda la risposta è: no!

È importante sapere che, mentre nella terapia classica il mio paziente è l’individuo stesso, nella terapia di coppia siamo in tre, ma io ho comunque un unico paziente e questa è la relazione fra i coniugi.

Questo per dire che la mia posizione come terapeuta è super partes e cioè mi pongo in modo non giudicante e neutrale, senza prendere le difese di nessuno dei due.

Come funziona la terapia di coppia a distanza?

Quando siamo online, le cose sono simili a quando siamo in studio, con qualche differenza e accorgimento in più.

Di solito la coppia è insieme, cioè nella stessa stanza ed è inquadrata dal busto in su dalla telecamera.

Capita sempre più frequentemente che le coppie si colleghino da postazioni diverse per esigenze logistiche.

Ad esempio, c’è chi è di Napoli e ha la fidanzata a Berlino, chi è di Scopello e ha la fidanzata in trasferta a Pisa e quindi in qualche modo si fa di necessità virtu’.

Anche se filtrata dal medium non vi sono problemi, la comunicazione riesce ad essere sincrona e quindi analizzabile da me in modo esaustivo.

Quindi la seduta di coppia online è diversa e allo stesso tempo efficace.

Ad oggi sono diversi gli studi che hanno dimostrato l’efficacia della terapia a distanza e, secondo il mio personale parere, diventerà la forma più utilizzata anche in vista degli sviluppi tecnologici che sono avvenuti e stanno avvenendo.

Per citarne una, sono molto emozionato all’idea di fare sedute usando la realtà virtuale, ma questo è un altro discorso che spero di trattare a breve.

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